Antibiotico-resistenza, il monito dellOms: pochi farmaci in sviluppo

Antibiotico-resistenza, il monito dellOms: pochi farmaci in sviluppo

In questo caso, il contributo italiano al sondaggio OMS è stato molto limitato e, pertanto, i risultati non devono essere ritenuti rappresentativi dello stato dei programmi di IPC e igiene delle mani del nostro Paese. Altri gruppi finanziati da AIRC si stanno concentrando sulla ricerca delle resistenze che insorgono nella cura del tumore al seno o del melanoma. In quest’ultimo campo, in particolare, il team di Andrea Anichini, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha dimostrato in laboratorio che l’azione antitumorale di alcune molecole aumenta quando sono utilizzate insieme, al punto da uccidere anche le cellule di melanoma che avevano sviluppato una resistenza. Paolo Corradini, all’Istituto tumori di Milano, sta studiando, grazie a un finanziamento AIRC, le caratteristiche della resistenza ai farmaci nel linfoma a cellule T.

Per evitare lo sviluppo della resistenza ai farmaci anti-retrovirali, viene generalmente raccomandato di sottoporre il paziente ad un trattamento che preveda l’utilizzo di una combinazione di farmaci, appartenenti a due differenti classi di ART. Il piano consente di monitorare i livelli di resistenza agli antimicrobici dei batteri zoonotici negli animali da produzione alimentare e negli alimenti da essi derivati (sono dette zoonotiche tutte le tipologie di agenti patogeni che possono essere trasmesse tra gli animali e l’uomo). Qualora nella confezione dovessero avanzare delle dosi di antibiotico, queste non vanno assunte senza aver consultato prima il medico o il medico veterinario, neanche in presenza di un’infezione batterica simile alla precedente. Poiché alcune malattie infettive pur essendo provocate da microrganismi differenti presentano sintomi simili, solo il personale sanitario potrà valutare l’eventuale necessità di intraprendere la terapia antibiotica e il tipo di antibiotico da assumere. È anche possibile che un farmaco perda il suo bersaglio ed è una delle conseguenze della rapidità con cui si manifestano le mutazioni genetiche nelle cellule tumorali. Un esempio tipico è quello del tumore della mammella, che può essere curato con un farmaco attivo contro gli ormoni estrogeni, il tamoxifene.

Il consumo degli antibiotici in Italia

Le cellule cancerose sono capaci di riparare danni anche molto gravi, oppure bloccare i meccanismi di apoptosi e quindi di sopravvivere e moltiplicarsi, anche quando sono gravemente lese. Gli anticorpi monoclonali sono “intelligenti”, cioè vanno a colpire un unico obiettivo https://www.nightlift.com/dove-acquistare-steroidi-guida-agli-acquisti/ nell’ambito della cellula malata. Per questo possono agire solo quando l’unità tumorale presenta una particolare caratteristica, quasi sempre un antigene, che possa essere riconosciuto dall’anticorpo monoclonale, che quindi agisce solo sulla cellula malata.

  • Anche nel settore veterinario, è necessario evitare il “fai da te” e attenersi scrupolosamente al dosaggio e alla durata del trattamento antibiotico prescritto dal medico veterinario, e lavarsi le mani prima e dopo il contatto con un animale o il mangime.
  • Il sondaggio ha raccolto la partecipazione di oltre 12 mila professionisti sanitari da 30 Paesi in EU/SEE.
  • Per esempio i recettori EGFR, HER2, IGF1R, e proteine che convogliano segnali di stimolo della crescita come PI3K, Akt, o della formazione di nuovi vasi sanguigni nel tumore- come VEGF e mTOR, -sono legati da una complessa rete di interazioni che possono dar luogo a molteplici vie di resistenza attivate simultaneamente.
  • Un
    altro importante patogeno respiratorio S.pneumoniae
    manifesta da tempo diversi problemi concernenti la resistenza sia ai macrolidi
    sia alla penicillina (Harwell e Brown, 2000; McCracken, 2000; Marchese e
    Schito, 2000).
  • La 5-flucitosina (Figura 2) è un analogo della citosina capace di inibire la sintesi degli acidi nucleici fungini.

I risultati, pubblicati sulla rivista The Lancet Global Health, sottolineano l’esigenza di agire subito contro questa emergenza. L’Oms aveva già emanato delle raccomandazioni per i paesi in cui le resistenze superavano il 10%, come l’utilizzo di regimi di prima linea alternativi a quelli con efavirenz e nevirapina e l’utilizzo di dolutegravir in prima linea. Un farmaco che, secondo quanto dichiarato da Roger Paredes del Germans Trias i Pujol University Hospital di Barcellona a Nature News, ha meno possibilità di indurre resistenze. A metà di questi pazienti è stato somministrato meropenem in infusione endovenosa continua, mentre l’altra metà in infusione endovenosa intermittente. Il trattamento somministrato con meropenem è risultato quantitativamente identico nei 2 gruppi, come quantità di farmaco complessivamente somministrato.

Farmaco-resistenza: oltre 1 milione di morti nell’UE

L’OMS ha inoltre lanciato la campagna Adopt AwaRe per stimolare l’uso di questo strumento da parte dei diversi governi. AWaRe suddivide gli antibiotici esistenti in tre gruppi (Access, Watch, Reserve), specificando quali utilizzare per le infezioni più comuni e ricorrenti, quali dovrebbero essere sempre disponibili in un sistema sanitario e quali dovrebbero essere utilizzati solo come ultima risorsa. Come suggerisce il nome, si tratta della resistenza da parte dei batteri agli antibiotici che dovrebbero distruggerli o perlomeno bloccarli.

Faecium mostra elevata resistenza ai β-lattamici, sia per la presenza del gene cromosomico pbp5 che codifica per una PBP a bassa affinità di legame per ampicillina e per le cefalosporine, sia per la presenza di PBP mutata e la sovraespressione degli enzimi β-lattamasi. L’obiettivo della terapia anti-retrovirale è quello di diminuire la carica virale, al fine di ridurre il rischio di progressione della malattia. Il paziente può contrarre un’infezione primaria con un ceppo resistente, ma può anche sviluppare la resistenza in seguito alla terapia antiretrovirale, che risulterà inefficace nella soppressione della crescita virale. Dal 2019 i rapporti nazionali OsMed “L’uso degli antibiotici in Italia” forniscono dati di consumo e spesa di questa categoria di farmaci a livello nazionale e regionale, contribuendo così alle attività di sorveglianza dei consumi degli antibiotici in ambito umano previste dal PNCAR.

A partire da
maggio 2021, 109 Paesi e territori in tutto il mondo si sono iscritti a
GLASS. Anche le scoperte di Francesco Bertolini, dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, sono già in fase di sperimentazione clinica. Esempi di farmaci capaci di dare origine a tolleranza farmacocinetica sono benzodiazepine e barbiturici. Il tipico esempio di un farmaco in grado di dare origine a tolleranza farmacodinamica è rappresentato dalla morfina.

Meccanismi di resistenza agli antitumorali

In
diverse infezioni che escludono le meningiti, il patogeno può essere eradicato
da molecole non attive in vitro. La
definizione di resistenza in vitro si basa sui valori delle concentrazioni
minime inibenti di un dato antibiotico ottenute in un numero elevato di
microorganismi in relazione ai valori raggiungibili in vivo dallo stesso
composto (Acar e Goldstein, 1996). Nonostante
la scarsa disponibilità di osservazioni cliniche è comune consenso che la
resistenza agli antibiotici di un patogeno sia considerata un fattore negativo
per l’eradicazione dell’infezione in qualsiasi condizione clinica (Grassi,
2000).

Un nuovo saggio ematico per la diagnosi dell’infezione da HIV

La flucitosina viene somministrata per via orale e viene utilizzata per il trattamento di infezioni lievi date da Candida albicans e Cryptococcus neoformans.Siccome sono frequenti i fenomeni di resistenza, la flucitosina viene spesso utilizzata in combinazione con gli azoli. Tra i farmaci antifungini che agiscono sfruttato interazioni di membrana vi sono i polieni, come la nistatina e l’amfotericina B. Questi farmaci hanno grande affinità per l’ergosterolo presente in abbondanza nelle membrane fungine. Legandosi, inducono la formazione di canali (Figura 1) tramite cui si perde materiale citoplasmatico con conseguente morte delle cellule fungine.

A differenza di altri glicopeptidi, oritavancina è in grado di legarsi a depsipeptidi compreso il D-Ala- D-Lattato, per cui è attiva anche su organismi che presentano resistenza di tipo VanA. Ceftarolina e ceftobiprolo sono due cefalosporine di quinta generazione frutto di una interessante ricerca volta a superare  la resistenza dell’MRSA (Staphylococcus Aureus Resistente alla Meticillina). Questi antibiotici, a differenza degli altri beta-lattamici, riescono a legare ed inibire la PBP2a codificata dal gene mecA che conferisce resistenza alla meticillina e più in generale a tutti i beta-lattamici. Staphylococcus saprophyticus è fra gli agenti eziologici di maggior riscontro nelle infezioni non complicate del tratto urinario (UTI). Saprophyticus è stata descritta per gli antibiotici comunemente prescritti per il trattamento delle UTI come ampicillina, ceftriaxone, cefalexina e ciprofloxacina. Il test non è raccomandato dopo la sospensione della terapia, poiché la percentuale di ceppo farmaco-resistente può diminuire considerevolmente in assenza del farmaco.

Antibiotico-resistenza nel settore umano

Il test di resistenza genotipica dell’HIV consente di pianificare la strategia terapeutica che verosimilmente potrà avere maggior successo in un determinato paziente. Il test analizza il materiale genetico virale alla ricerca di mutazioni in grado di conferire al farmaco resistenza al virus dell’HIV, siano esse presenti nell’infezione primaria o conseguenza della terapia anti-retrovirale. Senza antibiotici efficaci potremmo tornare all’era pre-antibiotica, quando i trapianti di organi, la chemioterapia per il cancro, la terapia intensiva e tutte le altre procedure mediche, incluse alcune cure odontoiatriche, non sarebbero più possibili senza l’insorgenza di infezioni anche gravi.